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lunedì 28 giugno 2021

 PLATONE, Simposio, IV secolo A.C.

venerdì 5 settembre 2014

Anticonformismo o Conformismo?

In questa breve sintesi vogliamo stuzzicare il lettore di quelle che sono le convinzioni per le quali molti di noi credono di essere anticonformisti senza rendersi conto di quanto in realtà siano il contrario.
Col crescente sviluppo della civiltà il gruppo di cui facciamo parte si allarga; diventa la cittadinanza nella polis.
Anche il povero romano si sentiva orgoglioso perché poteva dire << civis romanus sum >>; Roma e l’Impero erano la sua famiglia, la sua casa, il suo mondo.
Anche nella nostra civiltà occidentale contemporanea, l’unione col gruppo è la maniera più frequente per superare l’isolamento.
È l’unione in cui l’individuo si annulla in una vasta comunità, e il suo scopo è quello di far parte del gregge. Se io sono uguale agli altri, sia nelle idee che nei costumi, non posso avere la sensazione di essere diverso. Sono salvo: salvo dal terrore della solitudine.
Basti capire il potere della paura di essere diversi, il terrore di trovarsi soli, se pure a qualche passo di distanza dal gregge. La maggior parte della gente non si rende nemmeno conto del proprio bisogno di conformismo. Vive nell’illusione di seguire le proprie idee ed inclinazioni, di essere individualista; e si dà il fatto che le sue idee siano le stesse della maggioranza. Il consenso generale serve come riprova della correttezza delle proprie idee.
La crescente tendenza all’eliminazione delle differenze è strettamente legata al concetto d’uguaglianza.
Per uguaglianza, nella società contemporanea, s’intende l’uguaglianza degli automi, degli uomini che hanno perso il loro individualismo.
Sotto questo aspetto bisogna guardare anche ad alcune conquiste, generalmente usate come segni del nostro progresso, come a esempio l’uguaglianza di diritti della donna. Gli aspetti positivi di questa conquista non devono trarre in inganno. L’uguaglianza è ottenuta a questo prezzo: le donne sono uguali perché non sono più differenti.
La società contemporanea predica questo ideale di uguaglianza perché ha bisogno di atomi umani simili tra loro per farli funzionare in una massa compatta; tutti obbediscono agli stessi comandi, e tuttavia ognuno è illuso di seguire i propri desideri. Come la moderna produzione di massa richiede la standardizzazione dei prodotti, così il progresso civile esige la standardizzazione dell’uomo. Questa standardizzazione è chiamata <>.
L’unione ottenuta non è, però, né intensa né profonda; è superficiale. Inoltre, è una soluzione che riguarda la mente, e non il corpo, e anche per questo motivo fallisce.
La soluzione completa sta nella conquista dell’unione interpersonale, nella fusione con un’altra persona, nell’amore.
Il mancato raggiungimento di questa unione significa follia e distruzione. Senza amore, l’umanità non sopravvivrebbe un solo giorno. Eppure, se chiamiamo <> la conquista dell’unione interpersonale, ci troviamo in serie difficoltà. La fusione può essere raggiunta in diversi modi, e le differenze non sono meno importanti di quanto v’è in comune tra le varie forme d’amore. Ma sono poi tutte forme d’amore? Oppure dobbiamo riservare la parola <> a una particolare unione, che è stata la virtù ideale di tutte le grandi religioni e dei sistemi filosofici di quattromila anni di civiltà orientale e occidentale?
Come sempre nelle difficoltà semantiche, la risposta può essere solo arbitraria.

venerdì 20 gennaio 2012

Un giorno un pensatore indiano.............(di Mahatma Gandhi)

Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli: 
"Perché le persone gridano quando sono arrabbiate?"
" Gridano perché perdono la calma" rispose uno di loro.
" Ma perché gridare se la persona sta al suo lato?" disse nuovamente il pensatore.
" Bene, gridiamo perché desideriamo che l`altra persona ci ascolti" replicò un altro discepolo.
E il maestro tornò a domandare: "Allora non è possibile parlargli a voce bassa?"
Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore.
Allora egli esclamò: " Voi sapete perché si grida contro un`altra persona quando si è arrabbiati?
Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto.
Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare. Quanto più arrabbiati sono, tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l`uno con l`altro. 
D`altra parte, che succede quando due persone sono innamorate? 
Loro non gridano, parlano soavemente. E perché? 
Perché i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola. A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano, solamente sussurrano. E quando l`amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono. È questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano." 
Infine il pensatore concluse dicendo: "Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di più, perché arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai più la strada per tornare." 
(Mahatma Gandhi)

venerdì 26 agosto 2011

Frasi di SENECA

Adesso voglio proporvi una serie di frasi dette dal celebre filisofo, politico e drammaturgo romano Lucio Anneo Seneca, in latino Lucius Annaeus Seneca, anche noto come Seneca o Seneca il giovane (Corduba, 4 a.C – Roma, 65), , rifletteteci e fatemi sapere.
Adesso buona lettura!


-Si volge ad attendere il futuro solo chi non sa vivere il presente.
- I dolori leggeri concedono di parlare: i grandi dolori rendono muti.
- La filosofia non respinge nè preferisce nessuno: splende a tutti.
- Nulla è più contrario alla guarigione del cambiare spesso i rimedi.
- È l’animo che devi cambiare, non il cielo sotto cui vivi.
- La solitudine é per lo spirito ciò che il cibo é per il corpo.
- Alteri vivas opportet, si vis tibi vivere. È necessario che tu viva per un’altra persona se vuoi vivere per te stesso.
- Se volete evitare il timore, pensate che bisogna temere ogni cosa.
- Una bella donna non è colei di cui si lodano le gambe o le braccia, ma quella il cui aspetto complessivo è di tale bellezza da togliere la possibilità di ammirare le singole parti.
- Tre sono le dimensioni temporali: passato, presente, futuro; di questi, solo il passato ci appartiene veramente.
- Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare.
- Da un uomo grande c’è qualcosa da imparare anche quando tace.
- Ascoltami: verso la morte sei spinto dal momento della nascita.
Su questo e su pensieri del genere dobbiamo meditare, se vogliamo attendere serenamente quell’ultima ora che ci spaventa e ci rende inquiete tutte le altre.

- È meglio imparare delle cose inutili che non imparare niente.
- Non credere che si possa diventare felici procurando l’infelicità altrui.
- I mali incerti sono quelli che ci tormentano di più.
- È grande chi sa essere povero nella ricchezza.
- È necessario imparare tanto a lungo quanto a lungo si vive.
- Ti indicherò un filtro amoroso senza veleni, senza erbe, senza formule magiche: se vuoi essere amato, ama!

venerdì 27 maggio 2011

Eraclito, l'Armonia nascosta

L'armonia nascosta
è migliore di quella apparente.
L'opposizione porta l'accordo.
Dalla discordia nasce
l'armonia più bella.
E' nel mutamento
che le cose trovano quiete.
La gente non capisce
come ciò che è in disaccordo con se stesso
porti in sé armonia.
Esiste un'armonia nell'attrito
come nel caso dell'archetto e della lire.
L'archetto si chiama vita
ma lavora per la morte. (1)


(1)Osho, L'Armonia nascosta. Discorsi sui Frammenti di Eraclito,
ECIG, Genova 2003.